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20-06-2015    Le Anime Ribelli  
in

 Anime Ribelli di S.Borriello

con  Giovanna, Mary, Temi, Maria Grazia (Benedetta), Emiddio, Andrea, Antonio, Raimondo 

 
 
 
 
Le Anime Ribelli  
in 
Omaggio speciale a Troisi 
 
Sciarpette "calorate"  
   6 febbraio 2015  - I Figli di Napoli  evento organizzato dal Comune di Castel San Giorgio 

 hanno partecipato a questa Performance : 

Emiddio Di Pace, Antonio Crescenzo, Maria Grazia Delfino, Giovanna Torino, Maria Molinari, Andrea D'Auria, Raimondo Genco

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

                                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo by Mariano Lauro

 
Le Anime Ribelli  
in 

Omaggio speciale ad Eduardo

Baccalà e le sue Anime 

23 gennaio 2015 presso l'Aula Consiliare del Comune di Castel San Giorgio 

nell'ambito dell'evento  Cinema e Teatro  "I Figli di Napoli " 

Le Anime Ribelli hanno presentato un "trailer" della trasposizione eduardiana

[ vai al  VIDEO] 

Hanno partecipato a questo evento : Andrea D'Auria, Maria Molinari, Maria Grazia Delfino; Temi Capuano, Raimondo Genco, Emiddio Di Pace, Giovanna Torino, Cleo Lamberti, Antonio Crescenzo.

 

Baccalà, Baccalà!  Uagliù currite è arrivate Baccalà ... scorze 'e pesielle, pummarole e torze, chiunque 'e truvava int 'a munnezza 'e scarecave 'ncuollo a Baccalà  .  Figlie 'e mappina , Baccalà alluccave ... 

 

 

 

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Le Anime Ribelli  
in 
Le Intermittenze 
Scrittura scenica di Salvatore Borriello 
ispirato alle Intermittenze della morte  di Josè Saramago

in scena a Palazzo Calvanese il 10 luglio 2014 

Il giorno seguente non morì più nessuno ...  dalla prima frase del libro di Josè Saramago

 "Le Intermittenze della Morte" , abbiamo cercato di immaginare uno scenario così insolito. 

L'Immortalità è terribile !  

[ V I D E O   T R A I  L E R ]

 

24/11/13  Palazzo Calvanese
Le donne, i Cavalier, l'arme, gli amori ... 

 

Il Laboratorio instabile "Le Anime Ribelli"; Libero & I Suoi; Le Contaminazioni 

nella scrittura scenica di Salvatore Borriello 

Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori ... 

 

PROGETTI IN CORSO    

 

Studio laboratoriale

Brecht : il poeta, l'architetto ed il carpentiere del teatro del novecento 

previsto ad aprile 2015 trasposizione finale  

 

I figli del grano marcio 

di Salvatore Borriello 

 

Maifriend  -  il film 

Maifriend potrebbe avere 20, 30 o anche 50 anni, difficile capire quel sorriso da bambino e quel corpo consumato. Maifriend racconta che è nato a Toronto, in Canadà , arrivato anni fa in Italia insieme ai suoi genitori per fare visita ai suoi parenti pezzenti, poi un giorno i suoi vecchi sono ripartiti senza di lui, Maifriend dice “mi hanno scordato all’aeroporto” ... In realtà, Maifriend ce l’ha alle spalle una famiglia, brutta, ma esiste. La madre alcolizzata e grassa da non riuscire a fare un passo, segregata in casa con un altro figlio Roberto detto Cocco diminutivo di Coccodrillo che è il nome che la gente del posto gli ha assegnato data la sua impressionante somiglianza al caimano e perchè una volta in una rissa “strappò” letteralmente con i denti un orecchio di un suo coetaneo . Cocco è costantemente imbottito di sedativi e psico farmaci necessari per controllare la sua aggressività e le poche volte che esce lo fa solo di notte e solo con Maifriend che è l’unico in grado di gestirlo. Il padre da anni non è più presente in casa, c’è chi dice che sta scontando 30 anni in galera per aver ammazzato un prete che non lo voleva assolverlo dai suoi peccati, chi dice che è scappato di casa perchè la moglie lo picchiava a sangue e chi dice che non c’è mai stato un padre in quella famiglia. Maifriend non si è mai legato a nessuno, anche se vive tra la gente vive sempre ai margini, non ha e non ha mai avuto amici o compagni di sventura o merenda, non parla mai del privato e non è mai triste. La vita per lui è “una birra” ed “un pacchetto di Marlboro rosse” , l’unica forma di altruismo è procurasi il “fumo” per Cocco, perchè solo con il “fumo” Cocco è tranquillo. Maifriend per anni ha fatto il parcheggiatore abusivo nella piazza principale del paese e si era creato la fama di “duro” che gli garantiva “la parcella” da tutti coloro che parcheggiavano in piazza. Maifriend non accumulava soldi, ma li rimetteva sempre in circolo comprando birra, sigaretta e “fumo” per Cocco. Poi l’amministrazione comunale decise che la piazza doveva diventare un’oasi pedonale e Maifriend perse la sua fonte di guadagno e Cocco non fu più curato a base di erba ed affine, ma birra e marlboro rosse in un modo o un altro riusciva sempre a garantirseli. Da quando è stato sfrattato dalla piazza gioca sempre gli stessi 5 numeri al lotto, la decodifica della data del suo sfratto il 27 luglio del 1998 : 27-7 -19- 9- 8 sulla ruota di Napoli con un’unica scommessa, di mille lire prima ed un euro poi, solo sulla cinquina. Perchè deve sbancare il bancolotto per comprarsi la piazza che gli è stata “sottratta” e metterci un’insegna luminosa 2 metri per 2 “Questa piazza non è tua! firmato Maifriend”  ....  

 

 

Sono innamorato di ogni mattone che hanno reso possibile una esperienza creativa che mi ha gratificato e continua a gratificarmi, di ogni testo  scritto, riscritto, diretto e/o  interpretato, tutti, ma proprio tutti  per una ragione o l’altra mi rimarranno impressi come una esperienza incancellabile.

Quando si conclude un mio spettacolo, dopo che gli applausi (veri o di forma) si sono esauriti, ho necessità di rimanere da solo  fino a quando non  scarico completamente la mia energia potenziale residua, quell’adrenalina ancora in circolazione tra neuroni ancora attivi ad alto voltaggio.

Ho bisogno,  anche per una manciata di minuti, il tempo di una sigaretta o riordinare qualche cavo,  di confrontarmi da solo con me stesso.

Io sono il giudice più spietato di me stesso.  " Quando stai da solo e non hai il problema di -apparire-, puoi  fare liberamente i conti con te stesso" ,  spesso  emozioni ancora prigioniere per respirarle avidamente  nella mia intimità prima di sottopormi al  “ festino dei ringraziamenti”.

Sarei ipocrita se dicessi che non mi fanno piacere le gratificazioni finali e poi col tempo ho imparato anche a distinguere i commenti di forma da quelli sinceri che lasciano traccia nel cuore.

Ma chi più di tutto mi lascia un segno indelebile, una gratificazione senza pari  è la gioia liberatoria di coloro che hanno condiviso un mio sogno e gli hanno dato vita.

Hanno scelto di lasciarsi  spiare  dal buco della serratura da occhi estranei e subire il giudizio severo  mentre vivono  un'altra vita  attraverso il grande gioco del Teatro.

 Li osservo mentre  raccolgono abbracci, baci e complimenti  dall’amico/a  del cuore, dalla madre, padre, sorella, fratello e  spesso anche da estranei spettatori ai quali hanno lasciato una traccia “vera” e  provo a catturare e “rubare”  l’epifania che quasi sempre vivono in quel momento. 

 

Ho colorato i sogni di tante persone
E poi?
Li ho sbiaditi … dissolti
E loro?
Conservano i ricordi  belli
Ed io ?
Aspetto Godot

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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